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sabato 2 maggio 2026

Quindi, siamo ancora al death metal che sarebbe solo o principalmente "impatto", "violenza" ecc.? E sostenuto (in tesi e libro) pure da un appassionato, e chitarrista, non dalla "casalinga di Voghera"... [ripubblicazione di vecchio post]

Postato nel blog all'indirizzo https://bullshitpulverizer.blogspot.com e nome originale "Hard Rock & Metal Bullshit Pulverizer", il 5 giugno 2021.

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https://www.truemetal.it/heavy-metal-news/1016811-1016811

Ribadisco cosa avevo già detto tempo fa, mi sembra in un commento sotto un post nella pagina di una band italiana che citava la cosa perché è a sua volta tra quelle citate nella tesi del tipo (i Subhuman se non ricordo male, che per la precisione sono thrash/death comunque), riguardo l'utilità di certe cose, la pretesa di spiegare, far capire il valore di quel genere (ma varrebbe lo stesso per qualsiasi altro del metal o in ogni caso non commerciale in generale), o comunque che come in ogni altro campo ci sono e ci sono stati gruppi e musicisti talentuosi davvero, alcuni anche geniali proprio, innovativi, e che ha ormai la sua storia di decenni tra l'altro, vari sottogeneri (prog/tecnico, "melodico", goticheggiante, sinfonico e tanti altri), e certe band hanno venduto milioni di copie in carriera.

Ma non serve a nulla, sia perché chi non è portato ad apprezzarlo (o addirittura nemmeno altri tipi di metal molto più classico e melodico magari), a capirlo, ad approcciarsi alla musica in modo libero, indipendente e senza pregiudizi, mai potrebbe venir convinto o "indottrinato" da spiegazioni di alcun tipo (magari anche assai tecniche e complesse per le quali ci vorrebbe pure una certa cultura musicale e non, per afferrarle davvero), e sia perché, al contrario, chi è portato evidentemente e ha in potenza già prima certi gusti, non ne ha avuto mai bisogno, apprezza o adora proprio (band più band meno, ovviamente) fin dai primi minuti di ascolto, magari dimenticando al volo o svalutando comunque un casino qualsiasi altro genere eventualmente ascoltato fino ad allora, specialmente se erano cose commerciali e dintorni o roba comunque molto "leggera".

Per esempio, trovo veramente inutile o banale stare a notare cose come il fatto che non sempre e per tutti i generi l'aspetto fondamentale o unico e criterio di giudizio relativo dell'ascoltatore debba essere il piano melodico/armonico (di cui è poverissimo allora da sempre, tra l'altro, almeno come complessità e "stratificazione"/numero di strumenti ecc., tutto il panorama della musica "popolare", "da band" diciamo, o comunque di sicuro al confronto con la classica), sempre molto soggettivo poi nel giudizio, oltre a non mancare mai del tutto nemmeno nei generi e gruppi più estremi del metal o altri stili affini (anzi, moltissime band ne hanno in quantità). Però è chiaro che in quei campi conta e molto più che in altri anche sempre del metal, la compattezza, lo spessore sonoro, il feeling di un certo tipo, credo sia evidente anche a gente mezza sorda e che sappia zero dell'argomento, quando gli venisse fatto sentire qualcosa. Ma da qui a dire che sarebbe l'unica caratteristica o quella di gran lunga più importante e proprio per tutte le band di ogni stile e sottogenere del death metal stesso, ce ne corre e tanto.

In generale è davvero assurdo il pensare di "sdoganare", far comprendere (o addirittura apprezzare), magari anche alle masse, certi generi, oggi, quando esistono comunque da decenni appunto e analisi varie ne sono già state fatte (su riviste specializzate e non, in vari libri usciti nel mondo e anche in Italia), come anche tentativi di far "proseliti" da parte di appassionati/ascoltatori - e musicisti stessi spesso - con i conoscenti e amici, senza praticamente mai riuscirci e di solito senza nemmeno riuscire a togliere almeno i pregiudizi più triti e ritriti (in chi li aveva ovviamente, sempre tantissimi comunque da sempre), perché, come detto, al 99,9% verso certe cose o ci sei "predisposto" o non riuscirai mai a capirle ed apprezzarle, in nessun modo.

Tra l'altro, con tutta quell'enfasi esagerata sul fatto che quel genere avrebbe come caratteristica principale o addirittura unica, l'impatto appunto, l'aggressività, la pienezza e "frenesia" media dell'esecuzione degli strumentisti ecc. (pur esistendo come noto, al contrario, band death medio-lente o piene addirittura di parti "doom", come tantissime molto tecniche, "pulite"), paradossalmente rischia di alimentare invece i pregiudizi più classici, quelli di chi non sente alcuna melodia, ricerca armonica né nulla del genere e magari neanche tecnica strumentale (quando un casino di gruppi anche non del sottogenere specifico prog/tecnico/melodico, ne hanno eccome, da sempre, ripeto), pur avendo provato ad ascoltare qualcosa - non parlo quindi nemmeno, ovviamente, di chi spara sempre quei pregiudizi e non ha mai sentito mezzo pezzo - più o meno seriamente, attentamente, cercando di dimenticare ogni pregiudizio.

Rischia insomma di rivelarsi il contrario dello scopo prefisso, e di far apparire il genere e una marea di band e musicisti dello stesso - e anche molti produttori specializzati proprio nel campo - come molto più limitati di quanto non siano, come dediti quasi esclusivamente a creare in modo infantile "impatto", e non canzoni e strutture e tutto quanto più o meno interessanti, pur con caratteristiche ovviamente particolari da sempre - non ultimo, anzi, l'approccio vocale - e che mai saranno per tutti ma al contrario per una minoranza, anche solo considerando gli ascoltatori/fans di hard rock e metal in generale.

Sono stili che piacciono al primo ascolto ripeto o mai piaceranno, non serve altro, compreso il "conoscere" o meno e leggere cosa dicono nelle interviste i musicisti stessi o nei testi dei pezzi o quant'altro, non si vede cosa c'entrerebbe con l'apprezzare o no la musica. Quella se ti piace ti piace, stop, del resto un tempo scoprivamo spessissimo band e dischi e generi nuovi da semplici cassette doppiate (a volte neanche i titoli dei pezzi o del disco c'erano), da cui quindi non potevi sapere nulla di nulla, neanche che faccia avessero i componenti o come si chiamassero, anche se queste cose alla fine sono le meno rilevanti di tutte ovviamente, ma per dire. Il discorso suddetto per me è la solita distorsione tipica e pregiudizio del tipo che anche i testi o le dichiarazioni dei musicisti sarebbero da considerare - e sempre - importanti come la musica in sé - intendo comprese le parti vocali, ovvio - o addirittura di più, o che comunque conoscendoli potresti cambiare opinione e giudizio sulla musica... ma che cazzata sarebbe? La maggioranza della gente tra l'altro, da noi e in tanti altri Paesi, ascolta musica per gran parte cantata in inglese senza conoscerlo per nulla o pochissimo, di qualsiasi genere si tratti, e quindi non sanno cosa dicono realmente i vari testi e non gli frega un cazzo e non impedisce di apprezzare la musica, le melodie vocali e tutto quanto.

Al limite la cosa può valere, riguardo i testi o anche eventuali spiegazioni ulteriori dei musicisti, per comprendere ancora meglio ed immergerti di più nei dischi, riguardo quelli che sono concept album - o almeno quelli dove davvero la musica non è "a caso" ma sempre o quasi sempre strettamente collegata alla relativa parte testuale e momento della storia narrata - per ovvi motivi appunto, per esempio quelli di King Diamond, per citare uno dei miei preferiti in assoluto. Ma sono tra l'altro i migliori secondo me anche e soprattutto perché rimangono comunque anche in quei casi allo stesso tempo sia album ascoltabili e godibili pure se uno non sa nulla di nulla e non interessa proprio la storia, visto che i brani sono di solito ben caratterizzati come in dischi non concept, e sia se uno vuole invece leggerla (magari proprio mentre ascolta via via, specialmente le prime volte quando non ha ancora imparato a memoria tutti i testi e la storia), per entrare totalmente nel suo mondo e storie sempre di livello, accompagnate da heavy metal ugualmente al top e molto personale da sempre, sia strumentalmente che vocalmente. E' anche un esempio classico di quello che dicevo sopra, visto che tutti i primi titoli della sua discografia che ascoltai, erano cassette tarocche con solo nome gruppo, titolo album e titoli brani e forse su alcune c'era anche la formazione, ma stop... e ne rimasi folgorato subito, a prescindere (non ricordo ora se avevo già ascoltato qualcosa anche dei Mercyful Fate prima o no, ma non cambierebbe comunque nulla nel discorso), come tempo prima era successo lo stesso con varie altre band, anche proprio di genere death metal.

Discorso diverso è quello dei musicisti, che se abbastanza liberi e senza pregiudizi, anche pur estranei totalmente al genere, ascoltando qualcosa di davvero suonato bene e tutto, possono ammettere quello, che trovano bravi i musicisti, magari sanno anche spiegarti cosa suonano, le tecniche usate; ma è cosa separata e diversa dall'apprezzare lo stile, la musica nel complesso, quella magari continuano a non apprezzarla in realtà, a non "capirla", o addirittura a schifarla totalmente. Questa è proprio la classica prova che non dipende dal capire tecnicamente cosa uno suona, dall'essere musicista o meno e cose di quel tipo, ma da tutt'altro.

Si sarà anche mai accorto che quello che dice pensano tantissime persone del death metal è esattamente quello che pensano anche di tutto il resto del metal anche non estremo (ma per la massa evidentemente tutto è tale, anche quello più melodico per gli appassionati), cioè che sarebbe solo una massa di rumore ecc.? Lui invece pare convinto che certi pregiudizi diffusi da sempre siano solo sui generi estremi del metal... magari, sarebbe già qualcosa. Analogamente, è amato dai fans ma esattamente come sono amati altri stili di metal (o hard rock o rock in generale e non solo) dagli appassionati particolari di quelli, ognuno preferisce - o ascolta esclusivamente, a volte - quello che vuole ovviamente, in base ai propri gusti e criteri, non è che il death metal sia più idolatrato o abbia ascoltatori più "fanatici", per nulla, dipende al massimo dalla singola persona, oggi come ieri, così come ci sono tanti metallari che amano alla stessa maniera diversi stili del campo, o ragionano per singole band preferite in ognuno comunque, e non tanto per generi preferiti o meno.

Ecco, qui sotto, un passaggio che esplicita tutto, cioè di come sia completamente fuori strada, a meno che non voglia in realtà per assurdo, ripeto, continuare invece ad alimentare i soliti pregiudizi sul genere invece di combatterli. Che poi nel giro di poche righe, come si vede, si contraddice da solo e sembra sapere benissimo a sua volta che c'è ben altro che violenza, "blast-beat" e impatto e basta, nel genere, in un casino di gruppi almeno, sia agli albori del campo e sia in seguito o oggi. Per la cronaca inoltre, lo informo che sì, comunque tantissimi appassionati (soprattutto un tempo forse), leggono anche le interviste ai musicisti, a volte pure le loro eventuali auto-biografie o libri didattici dove spiegano tra le altre cose anche il loro stile magari, non è che proprio tutti se ne fregano da sempre, anche perché sennò non sarebbero state vendute nel tempo che pochissime copie di riviste varie (fatte fondamentalmente di recensioni e interviste), e poi tutti i siti di ogni tipo in numero sempre maggiore sul web non avrebbero che una manciata di lettori anche nel caso di quelle più "grosse", invece non è così (anche se ovviamente ci sono ormai una marea anche di quelle lette nemmeno da chi ci scrive o giusto da un paio amici o parenti, e giustamente, visto la cialtroneria, incompetenza, inesperienza, analfabetismo ecc. dei "redattori" di molte di esse). Cosa sia poi la "violenza" nella musica non l'ho mai capito, è un termine del tutto fuori luogo, non può esistere violenza in una cosa come la musica, perché, a differenza del cinema, per dire, non ti mostra immagini, oggettive, uguali per tutti di solito, al massimo ognuno può crearsi nella testa le sue in base a cosa suggerisce la musica, come in ogni altro stile, ma tutt'altro discorso; esistono note, frequenze... che c'entra violenza o meno, qualsiasi sia il genere? Pregiudizi che fanno il paio, anche se lui in particolare non sembra dire anche questo (almeno in questa intervista) ma tantissimi altri sì - metallari e non - da sempre, con quelli relativi a come sarebbe o dovrebbe proprio essere obbligatoriamente l'ascoltatore/appassionato - o anche musicista - e cioè più o meno scatenato, che mentre ascolta, magari anche quando a casa da solo e non a concerti, fa il matto in ogni modo possibile e "poga" e spacca tutto quello che ha intorno, e chiaramente deve essere perennemente incazzato col mondo, con tutto e tutti, fare il "ribelle", ovviamente anti-religioso al 1000% o proprio "satanico" e blabla. Non si concepisce proprio che invece un casino di gente anche iper-appassionata o che lo ha come genere preferito in assoluto, conosce centinaia di gruppi ecc., lo ascolta e se lo gode in totale tranquillità, quasi in modo "religioso", anzi "spirituale" in un certo senso per molti (per capire appunto bene proprio cosa viene suonato, anche se uno non è a sua volta un musicista, i riff, imparare via via i vari pezzi del disco e distinguerli sempre meglio al volo ecc.); e anche ai concerti, per tantissimi, come se fosse qualsiasi altro genere di metal o rock o anche tutt'altro, classica, jazz... del resto dipende non dal genere/i di cui uno è appassionato, ma semmai dal proprio carattere innato e modo di ascoltare e vivere la musica in profondità vera, immergendosi appunto realmente nelle strutture, note e tutto, mentre tanti altri probabilmente sentono solo la parte più superficiale ed esteriore, cioè i suoni, la produzione, l'impatto complessivo, il ritmo e vibrazione basilare e magari il ritornello dei pezzi o la parte vocale in generale, ma senza andare davvero dentro la musica e capire tutto il resto (quando c'è almeno, chiaro che moltissima roba iper-commerciale e cazzate varie ha proprio solo quella parte superficiale, di solito anche con suoni di merda per giunta, totalmente finti, niente strumenti veri incisi da musicisti in carne e ossa, cantante che usa l'auto-tune sia in studio che dal vivo e robe del genere).

"[...] Tornando al death metal (domanda retorica), qualcuno si è mai soffermato sulle interviste e sulle dichiarazioni degli artisti di questo genere? Cosa vogliono arrivare ad esprimere con la loro musica? Attraverso cosa? Non ci volevo di certo io per notare che l’obiettivo più diffuso è, letteralmente, prendere l’ascoltatore a mazzate investendolo con quanta più violenza sonora possibile. Noi questo impatto lo avvertiamo bene, ma è anche importante provare a capire da cosa derivi esattamente e saperlo spiegare. Forse c’è qualcos’altro oltre che a una manciata di note e blast beat. A questo proposito credo che diventi più che mai necessario ricercare un tipo di dialogo multidisciplinare. [...]"

Sì... Terapia tapioca e come fosse Antani con scappellamento a destra.

Io credo che in realtà tutto o gran parte di queste baggianate derivi dal non aver capito e potuto seguire in diretta o quasi il genere, come tantissimi altri appassionati (quelli che oggi hanno minimo minimo 40 anni), almeno da quando è esploso davvero sempre più ed era ormai nella forma "definitiva", dopo diverse di quelle "proto" tali da parte di alcune band o singoli dischi già verso metà anni '80 (quelle che per tanti erano e sono ancora definibili thrash, pur estremissimo soprattutto per il tempo, e non death). Visto che quella fase, anche se volessimo stirarla un po' in avanti più del dovuto, possiamo dire che è iniziata di sicuro nel 1989-'90, e il tizio se non ricordo male è nato nel '92... non so quando abbia iniziato ad ascoltare il genere ma insomma, il punto credo sia chiaro. E la mia idea riguardo una sua in realtà conoscenza più o meno parziale della storia e band e dischi del campo, pare confermarsi di nuovo poco dopo, quando dice che negli anni '90 (vera infatti l'altra affermazione, cioè che dopo c'è stata sempre più standardizzazione, globalizzazione) per lui le band della scena europea suonavano più orecchiabili, mentre quelle americane più inaccessibili e tecniche (vera in media solo questa seconda cosa). Il discorso, visto quanto esagera entrambi gli aspetti, sembra suggerire che della scena europea abbia conosciuto solo o quasi solo il settore del cosiddetto "death melodico", principalmente svedese - dove comunque vari nomi, anche tra i pionieri, non mancavano di certo di tecnica, né di notevole impatto/aggressività, spesso - che nacque qualche tempo dopo la prima ondata di death metal in generale sia in Svezia che altrove, e di quella americana solo i gruppi più "spigolosi", anti-melodici, ultra-tecnici, parossistici, mentre anche lì c'erano fin da subito band con un casino di melodie anche nei riff stessi - oltre a tanti assoli - con strutture varie e pezzi ben caratterizzati e "orecchiabili" a loro modo per qualsiasi appassionato.

Quando quello del sito chiede chi secondo lui ha dato il via a tutto il movimento, io penso intendesse sempre il death metal di cui si discute nell'intervista, non l'hard rock o il metal in generale, quindi o lui non ha capito o, se ha risposto intendendo bene, beh, l'ha presa "larghina" assai, a mettere Led Zeppelin (Deep Purple ovviamente, e tanti altri, no... come sempre snobbati, sottovalutati, incompresi da tanti anche presunti appassionati o esperti di rock/metal, al di là della fama, riconoscimenti e influenza e tutto enorme, ma rimangono sottovalutati rispetto ad altri, così come i singoli membri) e Black Sabbath come padri del genere, pur essendo questi ultimi citabili in effetti quasi sempre come padri, o meglio nonni o in certi casi bisnonni, di praticamente qualsiasi stile nato ad oggi nei campi hard rock e metal. Ma è troppo spinta così la cosa, e limitante, perché appunto andrebbero citati allora anche altri di quell'epoca che hanno contribuito all'origine del rock più o meno duro, estremo; e soprattutto e più sensato, citare gruppi di thrash più o meno estremo degli '80, e poi chiaramente i padri definitivi che rimangono, coi loro primi dischi, i vari Death, Obituary, Morbid Angel e quelli della prima ondata europea.

Tornando al punto centrale, il death metal ormai da tempo (come qualsiasi altro genere di metal e non solo), e lo dice tra l'altro anche lui, è standardizzato, o comunque globalizzato, sia geograficamente che socialmente; se non vai a controllare le informazioni è difficilissimo anche per un esperto e veterano appassionato capire dallo stile, da certi tratti, dal suono ecc., se una band è di un Paese o un altro, o anche un continente in generale, perché puoi trovare appunto band americane che suonano perfettamente in stile death melodico svedese così come svedesi o europee in generale che fanno un death americano al 100% e qualsiasi altra possibilità tra sotto-stili del genere esistenti e provenienza. Socialmente nel senso che forse un tempo spesso o spessissimo - come per tanto altro metal e rock e altri stili - generi come il death erano suonati da gente di un certo tipo e che voleva trasmettere almeno in parte certi messaggi anche musicalmente, a parte i testi stessi. Ma ormai death metal o qualsiasi altro genere estremo di musica, viene suonato - così come ascoltato da chi non suona - da chiunque lo apprezzi di per sé - ed è una cosa solo positiva - e voglia appunto comporre brani e avere una band per suonare live, incidere dischi ecc., e ci può essere chiunque, dai morti di fame ai milionari, da gente con idee politiche di qualsiasi tipo dall'estrema sinistra all'estrema destra, con gusti e stili di vita dei più disparati e approccio alla musica in generale che può essere diversissimo (anche nell'altra musica stessa eventualmente ascoltata, death metal a parte in comune), anche se non di rado pure un tempo c'era già una varietà notevole in ogni senso. Per fortuna ripeto, il metal o sottogeneri in particolare, vengono visti - almeno da chi li capisce e apprezza - come qualsiasi altro genere di musica, di arte, e quindi libera e per sé stessa, e va apprezzata per quello, stop. Poi se uno apprezza, il tal genere o band o disco in particolare, allora se vuole può anche approfondire la conoscenza dei musicisti, leggere interviste per vedere cosa dicono su vari argomenti musicali e non e sulla propria band e musica, leggersi bene i testi e quant'altro; ma se non apprezzi in modo più o meno naturale, immediato e senza bisogno di altro la musica stessa composta e suonata, tutto il resto è inutile direi, non ti farà mai cambiare idea e apprezzarla, non esiste proprio.

Come ho visto tempo fa in un meme giustissimo su Fb (non scopriva comunque nulla di nuovo ovviamente), che ironizzava su tutti i "problemi" del metal (o meglio quelli percepiti come tali dalla massa, che spesso non ha sentito mezzo brano del genere in realtà ripeto, o magari giusto il Marilyn Manson di turno, e pensa sia heavy metal o altro metal serio comunque), centinaia, come suggeriva il numero progressivo di quel problema (era tipo il 540, pur essendo di sicuro ironico, non penso avessero fatto davvero altri 539 meme precedenti sull'argomento), è sempre durissima far capire alla gente che ti piace un genere come il metal non per "ribellione" o "spaventare le vecchiette" (andando avanti con gli anni e i decenni tra l'altro sarà pieno di metallare anche tra quelle e idem per i maschi, per ovvi motivi, ora il genere è ancora relativamente "giovane" e anche chi lo segue dall'inizio ed era allora adolescente e dintorni, magari non è proprio vecchissimo), o perché hai avuto tragedie e traumi particolari nella vita o da piccolo e sei ancora perennemente incazzato con tutti e col mondo e vorresti spaccare tutto e blabla, ma perché ti piace proprio il metal per amore del metal stesso, o, potremmo dire ancora più in generale, della musica, visto che è innegabilmente un genere di musica.

P.S. - Ma poi, tantopiù per un genere come il death metal e non il metal magari più o meno classico in generale, sarebbe proprio bello e meglio di come è sempre stato se un giorno venisse davvero sdoganato e lo iniziassero ad ascoltare e dire di apprezzare (che fosse vero o meno) anche tanti della "massa"? Da chi ascolta di solito pop e stronzate varie alla "casalinga di Voghera" fino a musicisti e gente di certi ambienti "alti", "colti", quelli di alcuni salottini politici o di altro tipo e via dicendo. Io direi di no eh... tantomeno se non fosse una cosa sincera per tutte quelle persone, ma solo quasi un sentirsi obbligati perché è stato appunto finalmente e "scientificamente" dimostrato da tizio o caio che è uno stile di musica che può essere bello e interessante e con musicisti/compositori validi come e più di tanti altri generi, e ha la sua storia e dignità ecc., perché così sarebbe solo conformismo e "soggezione" dagli studi, tesi e libri di turno, e per non sentirsi ignoranti o incapaci di capire ciò che è stato "spiegato" così bene, e che è diventato magari quasi "di moda", figo, "in". Non sono cose impossibili purtroppo, e l'ignoranza della tipica massa è sempre enorme, le cazzate, luoghi comuni, disinformazione, che poi si amplificano sempre più ad ogni passaggio, trascrizione di notizie o articoli o quant'altro; vedi quel gruppetto di merda ridicolo pop/rockettino che ha vinto quell'altro concorso del cazzo internazionale recentemente - e prima ancora la pagliacciata storica italiota scambiata per un festival musicale - e che su vari media generalisti e non solo, viene etichettato come "gruppo metal" o "hard rock" quando va già leggermente meglio (ma sempre cazzata ovviamente). Oltre al creare ad arte - da soli o d'accordo o proprio imboccati dalla band o dal manager - polemiche basate sul nulla, che anche quando sembrerebbero negative nel senso comune, in realtà fanno solo pubblicità alla band o a singoli componenti in particolare, almeno presso tutti quei bamboretti o pagliacci in generale, ma non solo, che badano più agli aspetti extra-musicali o che pensano che certe "tradizioni" del rock debbano essere sempre portate avanti sennò non sei un rocker vero e stronzate del genere. Tutte cazzate appunto, per tentare di far scoprire l'acqua calda di nuovo, cosa ridicola, in entrambi i casi (e vale per loro e chiunque altro ovviamente), perché che siano tutti "puliti" sempre o no, non  ci sarebbe nulla di strano perché è pieno ed è stato pieno anche in passato - in Italia e nel mondo - sia di band rock e derivati sempre del tutto disinteressate a certe sostanze e sia di quelle invece che ne hanno prese o abusato proprio per più o meno tempo o per sempre... quindi di cosa cazzo stiamo parlando e "polemizzando" e creando ad arte "scandali", non si sa davvero. Il loro problema principale rimane a prescindere la musica di merda che fanno e il fatto che il successo è basato per gran parte su immagine, pure strategie commerciali e indirizzato principalmente a bimbetti/e o gente comunque giovanissima in generale e ignorante come la merda musicalmente (e non solo), altro che le cose extra, personali ecc., qualsiasi siano.

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sabato 18 aprile 2026

La NWOBHM al netto di "mito/leggenda", sopravvalutazione, dietrologie e stronzate varie: ce la sintetizza in poche righe un certo Bruce Dickinson [ripubblicazione di vecchio post]

Postato nel blog all'indirizzo https://bullshitpulverizer.blogspot.com e nome originale "Hard Rock & Metal Bullshit Pulverizer", il 5 novembre 2020.

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Sotto, uno stralcio dall'autobiografia del cantante di Samson prima e Iron Maiden poi, non esattamente uno estraneo al periodo e fenomeno, quindi, tutt'altro.

Io direi ne sa qualcosa di più lui, per ovvi motivi appunto, di tutti i cialtroni, bamboretti o meno, italioti o esteri, che blaterano dando fiato alla bocca.

Del resto anche tanti altri, tra giornalisti e non, pure inglesi al 100% e di età tale da aver a loro volta vissuto quegli anni e in UK proprio appunto (quindi non i tipici italioti, di quelli considerati da alcuni come "storici", "veterani", "competenti" davvero e blabla, e che invece sono solo "vecchi"), affermano giustamente da sempre - in documentari/interviste, ormai disponibili anche su YouTube in più di un caso - che tra quella miriade di band uscite al tempo, solo una minima parte era buona o ottima o eccellente, tutto il resto era roba dal mediocre al merdoso totale, come sempre in qualsiasi "moda" e scena/movimento, specialmente quando si inflaziona velocemente a livelli pazzeschi, allora come oggi.

Interessante anche la nota sul "pay to play", per chi pensasse ancora che si tratti di una "piaga" moderna, inventata dalle band medio-grosse o dai loro manager o da chi per loro e soltanto negli ultimi anni o lustri, per spillare soldi a quelle nuove o più sconosciute e farsi pagare da loro i tour (o almeno in parte). E probabilmente esisteva anche da ben prima di fine anni '70 o albori degli '80, quella pratica nel mondo musicale (e non solo).

"[...] 'Bruce Bruce' then went down the slippery slope of acceptance as my stage name, something I was not entirely happy with. I thought it pretty stupid, really. Althought not nearly as daft as the name of the movement that I had suddenly been co-opted into, unaware as I was of its existence.
The New Wave of British Heavy Metal was cooked up as a musical movement during a boozy lunchtime session involving journalists from Sounds magazine. Fed up with being seen as the idiot brother of the New Musical Express, they decided to fight back with a new wave of their own. It was a preposterous title, shortened to the equally incomprehensible NWOBHM, pronounced 'Newobbum'. The bands involved suddenly found themselves in a national music paper, to their great surprise in some cases. (e ci credo... facevano stra-cagare per il 90%... ahahah... - ndr).
The NWOBHM was nothing of the sort. It was an 'old wave' that had been ignored by the mainstream media in favour of punk, which, with its Vivienne Westwood fashion links and faux-class-war rhetoric, was more palatable to journalists who had aspirations beyond mere music.
The bands that inspired this NWOBHM were solidly traditional and, in the main, still going strong. To read contemporary music criticism you could be forgiven for thinking that rock music had ceased to exist in 1979. Far from it. Judas Priest, Motorhead, Scorpions and various offshoots of Deep Purple were all selling out theatres and arenas, in spite of the media attention lavished elsewhere.
In Samson I was suddenly a member of the NWOBHM. Alistair Primrose claimed to have invented the roadshow that feted the movement. 'Dear boy', he would say in his high-pitched country-reverend voice, 'we're going on a Heavy Metal Crusade'. [...]
Samson nearly always headlined at the Heavy Metal Crusades, mainly because our management paid for the shows. [...]"
Bruce Dickinson

Tra parentesi, tra l'altro, se per tanti "merdallari" tipici la media della NWOBHM era "più metal", dura, estrema ecc. (per non parlare di valore artistico puro e di bravura dei musicisti), di gente più o meno precedente come i Priest su tutti, beh allora neanche a stare a mettersi a discutere con sordi del genere. Al massimo erano più "casinisti", chi per incapacità proprio a suonare più o meno bene, almeno abbastanza precisi, e chi per scelta; ma più casinisti non vuol dire per nulla più pesanti o estremi davvero, anzi, se suoni meglio di solito l'impatto è maggiore, in ogni stile (e soprattutto dal vivo), ve lo può dire qualsiasi musicista decente, fonico, produttore o altri addetti ai lavori vari che sappiano anche minimamente di certe cose.

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giovedì 2 aprile 2026

"NWOIHM": i (presunti) figli, senza i padri [ripubblicazione di vecchio post]

Postato nel blog all'indirizzo https://bullshitpulverizer.blogspot.com e nome originale "Hard Rock & Metal Bullshit Pulverizer", il 18 dicembre 2011.

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Iniziamo con una delle cazzate più diffuse e ribadite, accettata come dato di fatto dalla maggior parte degli appassionati e allo stesso tempo tra le più oggettive e quindi facilmente smentibili.

Potrebbe sembrare un semplice discorso formale, un errore in realtà di nessuna importanza; invece è importante a suo modo, perché implica in pratica anche tutto un atteggiamento a monte - che oltre a questa partorisce anche un'altra marea di vaccate che si sono diffuse negli ultimi anni, sempre per mano di un certo tipo di appassionati - secondo il quale si possono sempre e comunque descrivere i fenomeni storici, la nascita e sviluppo di certi generi e band, le etichette/definizioni ecc. nel nostro Paese semplicemente "italianizzando" le rispettive estere che (non per tutti i singoli casi ma quasi) ci avevano preceduto.

Tornando a bomba, una massa di bamboretti (e non, purtroppo) in giro per webzine, blog, forum e talvolta anche riviste usa da sempre l'acronimo in oggetto, che starebbe per "New Wave Of Italian Heavy Metal", trasposizione, ovviamente, di "NWOBHM", ovvero "New Wave Of British Heavy Metal".

Il problema è che in Inghilterra aveva perfettamente senso parlare di "nuova ondata" di band heavy metal, riferendosi a quelle uscite in massa dal '79-'80 fino all'82-'83, perché c'era stata una "old wave", una precedente. E anche se col senno di poi quelle band (Purple, Sabbath, Rainbow, Zeppelin ecc.) sono state giustamente classificate hard rock e non heavy metal, al tempo e negli anni immediatamente successivi in realtà molti, sia tra appassionati che addetti ai lavori, giornalisti ecc., le definivano "metal" o "heavy metal". Poi in mezzo arrivano i Judas Priest, che anticipano di qualche anno l'heavy metal vero e proprio, suonando già quello stile (anzi, in molti casi rimanevano più estremi, duri e "avanti" loro, piuttosto che quella parte di band successive che erano in realtà ancora molto legate ad uno stile più "hardrockeggiante" e "sbarazzino" diciamo, più "rock'n'roll" insomma) ben prima, quindi, dell'esplosione come vero e proprio genere con le suddette centinaia e centinaia di band che la nuova ondata partorisce dall'inizio del decennio successivo. Infatti tolto il debutto, "Rocka Rolla", tra hard rock e rock - anche se certi incroci delle due chitarre e l'incedere abbastanza serrato in alcuni brani, se immaginati con una distorsione più spinta e tagliente, anticipavano già chiaramente i successivi sviluppi - tutti i successivi quattro dischi usciti entro fine '78, proponevano il genere heavy metal praticamente come lo conosciamo oggi, soprattutto in certi brani specifici veramente originalissimi al tempo. Infatti il secondo, "Sad Wings Of Destiny", è considerato il primo album heavy metal in senso stretto della storia.

Quindi per via di quelle band della generazione (o quasi) precedente che avevano già spostato di molto in avanti il livello di durezza del rock portandolo appunto nell'hard, nel proto-heavy metal o addirittura nell'heavy metal definitivo, ebbe del tutto senso, fu naturale in quel Paese parlare di "nuova" ondata (e pur essendo molte di quelle band in realtà attive da anni, anche se poi il debutto ufficiale arrivò solo negli anni "ufficiali" della NWOBHM) .

Ma da noi, non ho mai capito quale fosse la vecchia, la "old" rispetto alla quale poi si possa parlare di quella nuova, della "new".

In Italia non c'erano band veramente hard rock né tantomeno una scena, prima che cominciassero ad uscire, a partire dai primi anni '80, i vari Vanexa, Vanadium, Strana Officina, Skanners e via dicendo.

Al massimo c'erano gruppi, tra quelli della scena prog rock, al contrario ben sviluppata anche se spesso tendeva anch'essa a imitare modelli esteri (e il genere era chiamato al tempo "pop" da noi, in contrapposizione con la classica canzone "italiana", sanremese o cantautorale in genere), che avevano spesso e volentieri anche parti e suoni piuttosto duri per l'epoca e soprattutto per l'Italia; penso al volo ai Biglietto per L'Inferno, per dirne uno. Ma erano eccezioni, il resto era appunto prog rock, quindi sonorità immensamente meno dure, d'impatto e aggressive rispetto a quello che si poteva sentire nei vari "In Rock", "Paranoid" e compagnia.

La conclusione è quindi ovvia e semplice: quel primo movimento italiano fatto di band più o meno puramente heavy metal e più o meno originali, andrebbe chiamato appunto "First Wave Of Italian Heavy Metal", perché è stato quello composto dalle prime band in assoluto che hanno proposto da noi sonorità hard&heavy.

Al limite, l'altra denominazione, può essere usata molto più appropriatamente per indicare tutte quelle formazioni italiane, alcune poi divenute piuttosto note (sia da noi che all'estero), che si sono formate a cavallo tra fine anni '80 e prima metà dei '90 a seconda dei casi, arrivando poi a debuttare ufficialmente intorno alla metà del decennio o comunque entro la fine. Quindi parlo ovviamente dei vari Extrema, Labyrinth, Eldritch, White Skull, Athena, Rhapsody, Vision Divine, Node, Time Machine e tantissimi altri che, a parere di molti e coerentemente anche con i fatti e la storia stessa, hanno, piacciano o meno, fatto fare un salto di popolarità, sia da noi che all'estero, alla scena nostrana, per via ovviamente anche del poter usufruire di produzioni e suoni mediamente molto migliori di quelli di un tempo, così come maggiori servizi in generale (promozione, locali dove suonare, riviste specializzate ecc.), oltre chiaramente al saper scrivere a loro volta dei grandi, spesso eccellenti brani, o addirittura creare una proposta piuttosto originale che sarebbe andata ad influenzare grandemente anche scene e band estere (vedi i Rhapsody). Anche per noi ci sono pure quelli "di mezzo" come in Inghilterra i suddetti Judas Priest o anche i Motorhead, cioè arrivati tra la prima ondata hard rock dei primissimi '70 e l'esplosione della NWOBHM una decina d'anni dopo. Nel nostro caso i corrispondenti sono quelli arrivati dopo gli apripista Vanadium, Strana Officina, Vanexa ecc., ma comunque entro circa metà anni '80 come formazione e inizio della trafila di demo, ep e prodotti simili - è sempre un discorso, in genere, puramente anagrafico ovviamente, non di merito o meno, arrivare prima o dopo, non si sceglie quando venire al mondo - per debuttare poi ufficialmente anch'essi nel corso dei '90, nella maggior parte dei casi. Rientrano tra questi, per esempio, i Tossic e i Domine. Discorso ancora diverso e particolare per i Dark Quarterer, che debuttano ufficialmente solo nell'87 (con un disco registrato in due sessioni, la prima nell'84 e la seconda nell'86), ma in realtà sono una delle primissime formazioni di rock duro e metal italiane, e prima di creare il loro particolarissimo stile tra prog rock ed epic metal nei pezzi propri che iniziarono a scrivere verso l'80, avevano suonato per anni (dal '74, anno di formazione) gran quantità di cover delle varie band prog rock, hard rock e del primo metal del periodo, affinando tecnica, affiatamento e sound, pur non suonando praticamente mai dal vivo in quel primo periodo.

Per concludere e tornare al punto principale della questione, io non ho idea di quali giustificazioni diano eventualmente quelli che continuano a usare la sigla in oggetto, anche perché personalmente non ne ho proprio mai sentite. Semplicemente insistono nell'uso, come dicevo sopra, probabilmente senza chiedersi nemmeno se la cosa abbia senso, perché hanno stampata in testa da sempre l'analoga inglese e quindi deve essere corretta per forza anche se italianizzata, ovvio no?! 

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