Postato nel blog all'indirizzo https://bullshitpulverizer.blogspot.com e nome originale "Hard Rock & Metal Bullshit Pulverizer", il 21 agosto 2021.
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https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/406636547489503
Cioè, capito? Non è che la colpa per cui quel tizio continuava a fare anche i video in cui si ingozzava di merendine confezionate e mix di roba varia o comunque cibo di qualsiasi tipo in quantità industriale (anche se fossero stati una minoranza sul totale quei video, non so, ma di sicuro quelli più visti appunto, e più spesso comparsi tra i suggerimenti mentre guardavi magari altri video con cibo, cucina e cose correlate), è sua e solo sua perché vedeva che proprio quelli ottenevano più successo, visualizzazioni e commenti, rispetto a quelli più normali o "culturali" (anche se sono un po' scettico su questo, e mai visti o quasi nemmeno gli altri video suddetti comunque), e/o anche perché ci trovava proprio gusto spesso, a fare video di ingozzate del genere, che suppongo facesse anche tante altre volte senza farci i video.
Noooo!!! Stolti!!!
La colpa è dei soliti fantomatici "haters", che pare sia proprio, tra l'altro, un termine usabile per qualsiasi atteggiamento e tipo di commenti, basta che si possa usare - da parte dei soliti pagliacci e "influencer" e giornalistucoli e simili, oltre ovviamente ai diretti interessati destinatari delle critiche o ironie quando rosicano - per cercare di deviare responsabilità di tizio o caio riguardo se stesso o altre cose che siano; o in altri casi per difendere in modo patetico e provare a coprire l'ignoranza, incapacità, inesperienza, presunzione e via dicendo di chiunque faccia qualcosa di pubblico sul web o meno e venga liberamente criticato o preso per il culo da chi si accorge benissimo che è tale.
Molto eclettico come termine, dicevo, e ovviamente usandolo solo e sempre in inglese per confondere meglio gli ignoranti: magari usassero "odiatori" a molti potrebbe non tornare, anche come osservatori terzi, chiedendosi cose come: "E perché se uno critica o prende per il culo dovrebbe per forza anche odiare tizio o caio o questa o quella cosa?". Infatti questa volta per esempio dice che certi commentatori abituali o meno non è che lo offendessero, ma lo incitavano anzi a continuare e farlo sempre di più, quindi in pratica dicendogli che erano video divertenti, non c'era nulla di male e doveva andare avanti così.
Se a volte lo offendevano anche, gli stessi commentatori che lo invitavano a continuare o altri diversi magari, come a dirgli che faceva schifo, non aveva alcun senso quella roba, quei video in cui si ingozzava, e che il "successo" di visualizzazioni doveva capire che era da parte di una massa di poveracci (vale anche per tanta altra gente su YouTube e non solo, e in vari argomenti e tipi di video, ma cambia zero), beh, se non capiva lo stesso e continuava, allora è la prova provata che la responsabilità era solo sua (ma del resto nessuno in nessun caso avrebbe potuto impedirgli di continuare se non voleva smettere lui, tantomeno con semplici commenti a distanza sul web).
Era solo e soltanto una cosa tristissima, altro che cazzate, "haters" e blabla: lui (almeno in quei video ripeto, quelli delle ingozzate totali), i milioni di visualizzazioni e tutto quanto, a prescindere dal tipo di commenti fatti dagli altri; il problema e indice della media della gente e mondo di oggi - sul web e non solo - tra giovanissimi, giovani e anche tanti non più tali, è indicato da "fenomeni" del genere che hanno quel "successo" facendo nulla, o peggio facendosi del male personalmente appunto, come in questo caso, e dando esempi pessimi.
Del resto da anni vanno anche di moda in tutto il mondo non solo i menù "all you can eat" pagando una cifra forfettaria di solito assai economica in quei posti, ma anche le sfide vere e proprie, quelle esagerate al massimo, tipo mangiare un hamburger gigante da 2 o 3 kg e in un tempo massimo dato, o altre cose del genere (pochi ce la fanno, quindi gran parte del cibo di solito viene buttato se non lo finiscono altri amici o qualcuno). Roba patetica, e da masochisti e teste di cazzo anche (con la gente che in tanti posti muore di fame), che tra l'altro paghiamo tutti, quando finiscono in ospedale per problemi cardio-circolatori, colesterolo a mille e quant'altro.
Ma il solito ipocrita tipico che vive in realtà anche di certe cose (è in effetti più paragonabile a personaggi del genere che ad un giornalista, anche perché altrimenti pure post come il suddetto non li farebbe... come fosse appunto un esempio da ricordare o lodare, o una vera notizia di interesse pubblico... perché non gli facciamo anche una statua? Dai, fai la proposta ai politici...), invece di usare la sua "influenza" per tentare di "educare" la gente che vuole avere canali video o blog o pagine Facebook o altro, a farli con contenuti, dell'argomento che vogliono e amano - e meglio ancora se ne sono davvero competenti ed esperti, e liberi anche da tutto e tutti nel dare giudizi, valutazioni ecc. - ma fatti con dignità, buon senso, per un pubblico di gente normale e matura (compresi gli eventuali giovanissimi) e non bambocci, o pensando solo ad avere più visualizzazioni possibili a prescindere dai contenuti o peggio ancora dando pessimi esempi a chi fosse influenzabile. Dovrebbe criticare nei suoi articoli e interviste quelli che fanno tutt'altro appunto, invece di renderli quasi "eroi" (anche se in questo caso solo dopo la morte perché pare di capire che prima avesse solo visto a volte qualche video ma non ne avesse mai scritto nulla a riguardo o citando quello youtuber), e tentando allo stesso tempo di scaricare sempre ogni cosa e problematica sui fantomatici "haters" ripeto; come non potesse esistere critica e commenti a cose pubbliche, tantopiù quando ridicole come erano quei video, e a maggior ragione se il tizio avrebbe potuto farli davvero sempre con contenuti ben diversi (anche mangiando qualcosa contemporaneamente, ma in modo decente e moderato, senza esibizionismo o esagerazioni "ad effetto"), se davvero sapeva più o meno bene cose interessanti riguardo storia o altro. Così forse non sarebbero neanche arrivati tutti quelli che spingevano ironicamente o meno perché si riempisse di cibo ogni volta - e di dubbia qualità di solito e ancor più dubbi "abbinamenti" - e chiedendo sempre più video di quel tipo e che lo prendevano per il culo per il fisico ecc. ma in realtà volevano vederlo sempre più grasso fino a scoppiare o stare male (anche se era passato un po' di tempo, era dimagrito dopo quei problemi ecc., di sicuro gli strascichi precedenti e di quello stile di dieta si sono fatti sentire). Al massimo lo avrebbero criticato per cose eventualmente sbagliate o su cui non concordavano nell'argomento di turno, rispondendo nella sostanza - tolti giusto forse quei relativamente pochi veri troll/haters che criticano veramente sempre tutto e tutti a prescindere, ma non sono la maggioranza, per nulla - ma non avrebbe rischiato quindi la salute, né ricevuto tutti gli altri tipi di reazioni, offese o pseudo-tali e anche tanti commenti ipocriti o inutili.
Ma ormai da tempo sul web e non solo, l'importante sembra per tantissimi l'apparire (meglio ancora se in video proprio, non solo con scritti o audio) e il cercare di diventare più o meno "famosi", il come non ha importanza, che ci siano contenuti reali o cazzate totali, spesso roba di dubbissimo gusto o pessimi esempi appunto, è irrilevante (tanto i padroni delle piattaforme mica censurano mai certe cose, le censura sono solo per i veri scomodi, in qualsiasi argomento e in particolare politica e dintorni e da ormai quasi due anni anche "sanità"). Tantissimi inoltre, nei giudizi guardano solo il seguito, quindi chi ce l'ha più o meno alto per loro ha ragione, a prescindere da tutto il resto, e gli eventuali critici hanno torto. Potremmo chiamarla l'era della "followcrazia".
Tra l'altro, tornando al fantomatico termine "tuttofare", la semplice definizione che dà il dizionario, o almeno il traduttore di Google, è questa:
"A person who greatly dislikes a specified person or thing."
Cioè chi non apprezza in maniera netta o proprio disprezza notevolmente qualcosa o qualcuno.
Quindi anche se il concetto suddetto può venir reso appunto sinteticamente in inglese con la singola parola "hater" (chissà se nata solo negli anni recenti del web tra l'altro, per provare a ghettizzare i critici e liberi, o esistente da sempre in inglese, non saprei), in realtà non c'entra nulla odio o meno - cosa anche molto improbabile con chiunque non tu abbia già conosciuto proprio di persona o addirittura prima volta in assoluto che lo leggi o vedi anche sul web - si tratta solo di non apprezzare e "grandemente", cosa per nulla proibita a nessuno, ci mancherebbe anche.
Poi, tra l'altro, se anche volessero intendere il termine, quelli soliti che ne abusano per silenziare e stigmatizzare chi ritengono "scomodo" per se stessi o per altri, nel senso di gente che si fissa sempre e solo su una cosa/persona e critica solo quella per sempre, allora in realtà non potrebbero metterci che una minoranza esigua di tutti quelli che loro definiscono "haters", perché la gran parte critica appunto e commenta o fa post su quello che vuole quando vuole, per nulla in modo esclusivo e continuo solo su un soggetto/oggetto ben preciso. Ma si parla ripeto di usare in realtà termini automatici e convenzioni senza sapere neanche cosa si dice, basta aver fatto passare come negativo e sempre nel torto a prescindere chi viene additato come tale, e secondo loro il gioco è fatto (e purtroppo molti ci cascano giudicando cose, persone e situazioni senza sapere neanche vagamente nulla e spesso non avendo nemmeno visto o letto il contenuto originale e poi i commenti, risposte, contro-risposte ecc. dei presunti "haters" appunto). Senza contare che penso siano rarissimi davvero quelli che non apprezzano mai nulla, sul web o in generale, e danno sempre contro a tutti, perché come qualsiasi persona in realtà apprezzano e supportano magari anche praticamente quelli che amano - che siano artisti o altro - e quindi di nuovo cade l'idea che vorrebbero far passare i soliti "cacciatori fissi di haters", che non si chiedono mai perché appunto tante cose o tantissime quella gente le apprezza o ama totalmente (magari da tempi ben prima del web per questioni di età), e tantissime altre invece le critica anche duramente, visto che la risposta sarebbe di nuovo la pura verità e una cosa naturalissima ma scomoda per loro, e cioè: "Semplice, quello che ritengo più o meno valido lo apprezzo e supporto e commento positivamente, se e quando voglio, mentre quello che ritengo scarso, inutile e magari, peggio ancora, è pure gente presuntuosa e antipatica, lo critico e prendo per il culo quanto voglio... giudico sempre caso per caso, semplice ripeto". Nulla di strano se moltissimi criticano e prendono per il culo una marea di roba più o meno recente, fatta da giovani, giovanissimi o a volte gente un po' più grande, visto che il livello medio in quasi tutti i campi è calato paurosamente nel tempo, soprattutto riguardo personalità e vero talento, e parallelamente invece, specialmente in Italia, sembra sia aumentata esponenzialmente la presunzione, l'allergia alle minime critiche o ironie e qualsiasi cosa "turbi" l'auto-convinzione del soggetto di turno e le eventuali "leccate" dei soliti 4 gatti tra amici, fidanzate/i e parenti e dintorni (tutti giudizi molti imparziali quindi, ovviamente...).
Ulteriore cosa fondamentale di cui questi comici involontari non si rendono conto, è che se usiamo i loro criteri di demonizzazione di qualsiasi critica, ironia, commento a chiunque e che non sia di lode o del tutto "neutro" (oppure stare zitti ovviamente al limite, cioè non intervenire mai su nulla) a qualsiasi roba prodotta da ogni cialtrone presuntuoso e con manie di protagonismo (cosa ci guadagnino in qualsiasi senso a difendere certi scarsoni, ignoranti, incapaci e quant'altro, non si capisce a proposito, boh...), loro stessi - parlo degli Scanzi ma anche dei Travaglio e tanti e tante altre - sarebbero definibili "haters" di tizio o caio, visto che si dedicano (da giornalisti professionisti o meno non cambia nulla, i criteri devono essere uguali per ogni cittadino, come le leggi) da eoni o da sempre ad "odiare" e replicare, criticare, demonizzare, ironizzare pesantemente su gente come Berlusconi, Renzi o Salvini, per dirne solo alcuni. Sempre molto più grave e più grande l'effetto e il pubblico ovviamente, nel caso di gente del genere (quindi se dicono o scrivono cose false, diffamatorie ecc. dovrebbe essere considerato tanto più grave quanto più sono i lettori e il seguito medio del tal giornalista), rispetto a commenti da parte di semplici utenti, cittadini comuni quindi, sotto i contenuti vari sul web, o anche fossero post di risposta fatti altrove, su canali propri dell'utente di turno. Invece pare che, in Italia almeno, avvenga paradossalmente il contrario: i giornalisti sembra abbiano quasi un lasciapassare per dire e scrivere tutto quello che vogliono o almeno nella maggior parte dei casi, di solito riguardo politici o altri personaggi pubblici, ma in un certo senso ormai chiunque si esponga in Rete scrivendo o facendo video o altre cose è considerabile persona pubblica o comunque che fa cose pubbliche appunto, teoricamente visibili da tutti (o da tutti quelli che sono su un certo social a volte, o in un certo gruppo chiuso o che so io, ma possono essere migliaia lo stesso), e quindi commentabili e criticabili da tutti quelli che le vedono.
Insomma, non si scopre adesso nemmeno questo, ma certa gente neanche una coerenza minima riesce ad avere, forse anche perché sa benissimo che sennò non potrebbe continuare il giochetto e atteggiamento, o dovrebbe comunque inserirsi a sua volta nel famigerato e fumoso mondo degli "haters" appunto.
Ultima cosa in tema, sulla libertà di parola e critica ecc. e sperando che Scanzi sappia l'inglese almeno a livello decente e in lettura (ci sono anche i sottotitoli già nel video proprio, grandi, non occorre attivare la funzione sottotitoli di YT, tanto in italiano non ci sono, sarebbero solo doppioni in inglese degli altri), anche se ho tradotto pure in italiano e riporto sotto il testo, da un discorso di qualche anno fa del grande attore comico e non solo, Rowan Atkinson, per supportare la modifica di una legge inglese evidentemente, che pare permetta addirittura l'arresto immediato preventivo nel caso di denunce/querele di tizio o caio o addirittura semplice segnalazione di terzi riguardo presunte offese o critiche anche vaghe a cose ritenute importanti, persone di istituzioni o comunque altri "tesori nazionali" amati dalla gente o argomenti sempre sensibili come religione e altro, ma direi si può e si deve intendere anche in generale, tra persone "comuni", specialmente se non si parla di attacchi o offese personali ma solo riguardo quello che uno fa o dice o scrive (sul web o altrove che sia):
"Il mio punto di partenza quando si tratta di prendere in considerazione qualsiasi questione relativa alla libertà di parola, è la mia ardente convinzione che la seconda cosa più preziosa nella vita sia il diritto di esprimerti liberamente. La cosa più preziosa nella vita, penso, è il cibo in bocca, e la terza più preziosa è un tetto sulla testa, ma un punto fermo per me nella posizione numero 2 è la libera espressione, subito sotto il bisogno di sostenere la vita stessa. Questo perché mi sono goduto la libera espressione in questo Paese per tutta la mia vita professionale, e mi aspetto pienamente di continuare a farlo.
Personalmente, sospetto che sia altamente improbabile che venga arrestato per qualsiasi legge possa esistere per contenere la libertà di espressione, grazie all'indubbia posizione privilegiata che è concessa a quelli che hanno un alto profilo pubblico. Quindi le mie preoccupazioni sono meno per me stesso e più per quelli maggiormente vulnerabili a causa del loro più basso profilo. Come l'uomo arrestato ad Oxford per aver chiamato un cavallo della polizia "gay". O l'adolescente arrestato per aver definito la Chiesa di Scientology una "setta". O il proprietario di un caffé arrestato per aver mostrato passaggi della Bibbia su uno schermo televisivo.
Quando ho sentito alcuni di questi reati e accuse più ridicoli, mi sono ricordato che c'ero già stato, in un contesto immaginario. Facevo uno show una volta, chiamato "Not the Nine O'Clock News", alcuni anni fa, e facemmo uno sketch dove Griff Rhys Jones interpretava Constable Savage, un agente di polizia manifestamente razzista a cui io, in veste di suo comandante di stazione, sto dando una lavata di capo per aver arrestato un nero sulla base di un'intera serie di accuse ridicole, inventate e assurde. Le accuse per le quali Constable Savage arrestò il Sig. Winston Kodogo residente al 55 di Mercer Road erano queste: "Camminare sulle crepe del marciapiedi", "Passeggiare con una maglietta sgargiante in un'area edificata durante le ore notturne", e una delle mie preferite, "Camminare dappertutto". Fu arrestato anche per aver "urinato in un bagno pubblico" e per "avermi guardato in un modo buffo".
Chi l'avrebbe pensato che saremmo finiti con una legge che avrebbe permesso alla vita di imitare così esattamente l'arte? Ho letto da qualche parte, un difensore dello status quo, sostenere che il fatto che il caso del cavallo gay sia stato archiviato dopo che l'uomo arrestato si è rifiutato di pagare la multa, e che anche il caso di Scientology sia stato archiviato ad un certo punto durante il processo, sia la prova che la legge funziona bene, ignorando il fatto che l'unica ragione per cui questi casi furono archiviati è a causa della pubblicità che avevano attirato. La polizia intuì che il ridicolo era dietro l'angolo, e ritirò le proprie querele. Ma che dire delle altre migliaia di casi che non godono dell'ossigeno della pubblicità? Che non erano abbastanza ridicoli da attrarre l'attenzione dei media? Anche per quelle cause che sono state ritirate, le persone furono arrestate, interrogate, portate in tribunale e poi rilasciate. Sapete, ciò non è una legge che funziona correttamente, è censura del tipo più intimidatorio, per garantire, come dice Lord Dear, un "effetto agghiacciante" sulla libertà di espressione e di protesta.
Il Comitato Congiunto del Parlamento sui Diritti Umani ha riassunto, come forse sapete, questa intera questione molto bene dicendo: "Mentre arrestare un manifestante per l'uso di un linguaggio minaccioso o ingiurioso potrebbe, a seconda delle circostanze, essere una reazione proporzionata, noi pensiamo che linguaggio o comportamento che siano semplicemente offensivi non dovrebbero mai essere criminalizzati in questo modo".
L'ovvio problema nel mettere al bando l'insulto è che troppe cose possono essere interpretate come tali. Il giudizio critico è facilmente interpretato come insulto da certe fazioni. La derisione, facilmente interpretata come insulto. Il sarcasmo, i confronti degradanti, semplicemente sostenere un punto di vista alternativo all'ortodossia può essere interpretato come insulto. E siccome così tante cose possono essere interpretate come insulto, non è affatto sorprendente che così tante cose lo siano state, come gli esempi di cui ho parlato prima mostrano.
Sebbene la legge in discussione sia stata presente nel codice per più di 25 anni, è indicativa di una cultura che ha preso possesso dei progranni di successivi gioverni che con la ragionevole e benintenzionata ambizione di contenere gli aspetti odiosi della società, ha creato una società di una natura straordinariamente autoritaria e dominatrice. E' quella che potreste chiamare la nuova intolleranza, un nuovo ma intenso desiderio di imbavagliare voci scomode di dissenso.
"Non sono intollerante", dicono molte persone, molte persone dalla voce dolce, altamente istruite e di mentalità liberale: "Sono intollerante solo all'intolleranza". E la gente tende ad annuire saggiamente e dire, "O sì, sagge parole, sagge parole", e tuttavia se pensi a questa presunta inconfutabile affermazione per più di 5 secondi, ti rendi conto che tutto quello che stanno sostenendo è il rimpiazzo di un tipo di intolleranza con un altro. Che per me non rappresenta affatto alcun tipo di progresso.
Pregiudizi di fondo, ingiustizie, risentimenti non si affrontano arrestando le persone. Si affrontano diffondendo le questioni, discutendole e trattandole preferibilmente al di fuori del processo legale.
Per me, il modo migliore di aumentare la resistenza della società al linguaggio ingiurioso o offensivo è di permetterne molto di più. Come per le malattie infantili, sei più resistente a quei germi a cui sei stato esposto. Dobbiamo costruire la nostra immunità all'offesa, così che possiamo affrontare le questioni che una critica perfettamente giustificata può sollevare. La nostra priorità dovrebbe essere affrontare il messaggio, non il messaggero.
Come il Presidente Obama ha detto in un discorso alle Nazioni Unite giusto circa un mese fa, "Lodevoli sforzi per limitare la parola possono diventare strumento per mettere a tacere i critici o opprimere minoranze. L'arma più forte contro il linguaggio d'odio non è la repressione, è il maggiore linguaggio".
E quella è l'essenza della mia tesi: più linguaggio. Se vogliamo una società robusta, abbiamo bisogno di un dialogo più robusto, e ciò deve includere il diritto di insultare o di offendere. E, come dice Lord Dear, sapete, la libertà di essere inoffensivo non è affatto libertà.
La revoca di questa parola in questa clausola sarà solo un piccolo passo ma, io spero, sarà uno cruciale in ciò che dovrebbe essere un progetto a lungo termine per arrestare e far indietreggiare di nuovo lentamente una cultura strisciante della censura.
E' una piccola scaramuccia nella battaglia, secondo me, affrontare ciò che Sir Salman Rushdie chiama "l'industria dell'indignazione" - arbitri auto-nominati del bene pubblico, che incoraggiano un'indignazione alimentata dai media, verso cui la polizia si sente sotto terribile pressione ad agire. Un giornale chiama Scotland Yard: "Qualcuno ha detto qualcosa di leggermente offensivo su Twitter su qualcuno che pensiamo sia un tesoro nazionale. Cosa avete intenzione di fare al riguardo?". E la polizia va nel panico, si aggirano qua e là e poi impugnano la più inappropriata ancora di salvezza di tutte, il Section 5 dell'Atto di Ordine Pubblico, quella cosa per cui puoi arrestare chiunque per aver detto qualsiasi cosa che potrebbe essere interpretata da chiunque altro come offensiva.
Sapete, non sembrano avere bisogno di una vera vittima, devono solo emettere il giudizio che qualcuno avrebbe potuto offendersi se avesse sentito o letto cosa è stato detto - il grado più assurdo di latitudine.
Le bufere che circondano i commenti su Twitter e Facebook hanno sollevato alcune avvicenti questioni riguardo la libertà di parola, con cui non siamo ancora veramente venuti a patti. In primo luogo, che tutti dobbiamo assumerci la responsabilità di quello che diciamo, che è una bella lezione da imparare. Ma in secondo luogo, abbiamo imparato quanto spaventosamente irritabile e intollerante è diventata una società perfino verso il più lieve commento avverso.
La legge non dovrebbe essere complice di questa nuova intolleranza.
La libertà di parola può essere compromessa solo se la legge ci impedisce di affrontarne le conseguenze.
Offro il mio supporto incondizionato alla campagna per la riforma del Section 5.
Grazie mille."
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