domenica 3 maggio 2026

Un grande post dal tipo del blog Angry Metal Guy (e sempre più attuale al passare degli anni, in Italia e all'estero) [ripubblicazione di vecchio post]

Postato nel blog all'indirizzo https://bullshitpulverizer.blogspot.com e nome originale "Hard Rock & Metal Bullshit Pulverizer", l'11 giugno 2021.

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https://www.angrymetalguy.com/angry-metal-guy-speaks-on-objectivity

Riporto sotto, una delle parti veramente perfette, verso il finale, ma da leggere tutto perbene dall'inizio. E ribadisco per l'ennesima volta, sul punto, che a parte chi ospita pubblicità a pagamento sul proprio sito, blog o quello che sia, anche tutti quelli che non lo fanno e non prendono nemmeno soldi in alcun modo per fare recensioni entusiastiche, interviste ecc., hanno comunque un interesse ugualmente al fatto di essere condivisi, citati, ringraziati sulle pagine delle band, etichette e chiunque collegato, perché è in ogni caso dovuto all'ego, alla voglia di protagonismo, al sentirsi considerare - o credere, comunque, di essere considerati tali almeno dagli interessati e in ogni caso solo se c'è promozione più o meno netta, ovviamente - appunto critici musicali seri; sono i motivi per cui anche del tutto gratuitamente fanno finte recensioni e altro, e sapendo benissimo che, al contrario, recensioni più o meno negative o proprio stroncature non sarebbero condivise e segnalate praticamente da nessuno, o tantomeno ringraziato il tizio o tizia di turno o il sito in generale. Ovviamente lui quando parla di "enorme traffico" si riferisce comunque evidentemente a gruppi  di media-grossa fama e relative etichette, mentre a livello underground/sub-underground e specialmente in Italia, spesso sono numeri comunque ridicoli, nonostante tutto il "lecca-lecca" compulsivo continuo di tantissimi. Ma il principio rimane lo stesso a prescindere dall'entità dei numeri.

In generale, tra l'altro, al di là che in quel caso lì sia stato forse un normale appassionato/fan di un gruppo e senza interessi o legami diretti con lo stesso, chiunque può notare che le polemiche, rosicate, critiche varie a chi fa recensioni arrivano quasi sempre solo nel caso di stroncature o giudizi comunque tiepidi (o ritenuti tali da molti e ormai da decenni, anche se si tratta magari di voti sopra il 7... il fenomeno iniziò già, in Italia e credo non solo, negli ultimi anni '90 sulla stampa cartacea di settore, in realtà, o su alcune riviste in particolare): raramente la gente, anche a parte gli interessati diretti (membri dei gruppi ed etichette/promotori), si lamenta per voti e giudizi che ritiene eccessivi per questa o quella band o disco. Ma la cosa è spiegabilissima in realtà con la solita osservazione proprio riguardo il fatto che ormai da tempo, in generale, sia recensioni che news o interviste, sono lette praticamente solo dagli interessati diretti suddetti (e neanche sempre nemmeno loro), o da qualche altro loro amico o parente o conoscente, senza che ci siano praticamente più i lettori "normali" del tutto indipendenti, gli appassionati che non hanno band, etichette o altro o non sono neanche amici personali di questo o quel gruppo stroncato in recensioni; sia perché moltissimi ormai hanno capito l'andazzo, e sia perché sono meno interessati a leggere rispetto ad una volta, e ascoltano e basta (del resto con un click puoi sentire di tutto e giudicare da solo gratis, quindi la "stampa" ha ormai perso quasi tutta l'utilità, anche fosse di livello, specialmente parlando di recensioni di dischi, e non di articoli più generali, storici ecc.). Quindi va da sé che gli interessati e praticamente unici lettori occasionali, di solito non ci pensano nemmeno a ritenere esageratamente alto un certo giudizio/voto su loro stessi, o a fare anche solo osservazioni su delle cavolate (magari pure oggettive) scritte nella rece di turno o articolo o introduzione o domande di un'intervista, e che sono sempre possibili e indipendenti dalla valutazione, stroncatura o promozione a pieni voti o qualsiasi grado in mezzo; ma avrebbero paura ovviamente delle reazioni dello scrivente, se facessero una cosa del genere verso chi li ha comunque promossi (o potrebbe non dire nulla, il recensore, ma zitto zitto stroncare le successive uscite del gruppo anche solo per dispetto per quelle osservazioni).

"[...] And let me end with this thought: remember that it is never in my interest to write a bad review. It is always in my interest to write good reviews. You see, I don’t advertize, but were I to start, every click would be money in my pocket. Few share negative reviews, while bands and labels put their positive reviews on their Facebook pages, on Twitter and their websites, which generates huge amounts of traffic. It is, therefore, always in my interest to say that every band is fucking awesome and that this new record is the best record ever. I don’t do that because I don’t think that, and frankly, I don’t give a shit about what labels think of me. My good reviews generate traffic and my bad reviews turn people off from bands, but someone who’s interested in a band can read my bad review and disagree, or even check the band out for themselves and find that they disagree with me. [...]"

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