sabato 11 luglio 2026

Gli eterni e unici Deep Purple (e i comici involontari)

A parte gli album in studio che continuano a fare e la qualità e tutto quanto degli stessi, che è sempre come minimo discreta/buona quando va male, parliamo dei tour?

Quante band, specialmente tra quelle che hanno componenti storici/originali sessantenni o settantenni o più, fanno ancora "giri" con ogni volta un numero di concerti superiore alla loro stessa età?

Per esempio, la band in oggetto, nell'attuale tour, ha 86 concerti (in 28 Paesi diversi).

Due membri hanno ormai 81 anni o poco meno al momento, altri due 78, oltre al "giovane" chitarrista, 47.

Del resto parliamo di un gruppo che a circa tre anni e mezzo dalla formazione aveva già fatto 6 album in studio (e vari singoli, a volte non presenti nei dischi completi), e che entro un ulteriore anno ne avrebbe fatto uscire un altro - nel frattempo pure un live che sfida la descrizione e considerato giustamente, da tantissimi fans e non, il più grande disco dal vivo di sempre - e poi entro fine 1974 (6 anni circa dalla formazione) un altro paio, con in mezzo anche cambi di organico importanti, cantante e bassista/secondo cantante, ragazzi poco più che ventenni che contribuiranno a scrivere di nuovo la storia del gruppo e del rock/hard rock tutto (con quei dischi e live dei Purple e successivamente in loro band o carriere soliste), di cui uno, il cantante di ruolo, del tutto sconosciuto, con gruppetto amatoriale e lavoro ordinario in un negozio di abbigliamento. Tra l'altro il demo che inviò - come fecero altre centinaia di aspiranti - mostrava un cantato mediamente molto basso, di tipo cantautorale e ben poco rock e adatto al gruppo, tranne un singolo passaggio di poche battute in cui lo alzava e mostrava il suo potenziale e vera voce, e che fece decidere alla band di audizionarlo (unica audizione, tra l'altro, Hughes lo scelsero proprio convintamente dopo averlo visto dal vivo con i suoi Trapeze, che erano assai lanciati al tempo). Prima dello storico scioglimento, ne fanno uscire un altro ancora nel '75, dopo che avevano dovuto trovare un nuovo chitarrista in seguito all'abbandono di Blackmore. Ovviamente tra le varie uscite discografiche erano continuamente in tour, in pratica. Ma i dischi non erano fatti di certo tanto per farli, per solo ego personale, o come scusa per andare in tour, visto che vendevano regolarmente milioni di copie fin dai primissimi.

E tutti i gruppini, italiani soprattutto, coi loro "mini-tour", spocchia e proclami ridicoli da band di successo per 2-3 datine di fila nei weekend in bar, pub, localetti vari nella loro zona o in Italia in generale (spesso neanche pagati degnamente, anche perché il gestore di turno cerca di giustificare la cosa col fatto che ci fossero poche o pochissime persone o comunque meno di quanto si aspettava o aveva "promesso" la band), e dischi fatti pagando l'etichetta e cercando poi di rivenderli da soli in qualche decina di copie? Che teneri... per tacere di tutta l'epidemia di cosiddetti "tributi" e cover band, inutili parassiti, ovviamente, senza un'idea o coraggio e voglia di provare a fare brani propri e tentare di farsi apprezzare per quelli, come qualsiasi gruppo "normale" ha fatto nella storia (specialmente se si parla di generi "popolari" e non classica, lirica e simili, mondi a parte dove le orchestre e direttori non sono comunque certo definibili meri "coveristi" o tantomeno "tributari").

Ma anche diversi presunti "professionisti" di gruppetti teoricamente più "famosi", magari attivi da decenni, fanno molto ridere, in particolare proprio quando pensi alle vere band di successo, di un tempo o di formazione più o meno recente, di solito quasi unicamente estere ovviamente.

Il calendario qui sul sito ufficiale è sempre aggiornato e le date già svolte vengono cancellate, quindi è incompleto insomma (hanno già girato ampiamente in Europa, anche se torneranno a farlo, in città diverse, verso fine anno):

https://deeppurple.com/pages/tours

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